{"id":36577,"date":"2026-09-08T15:32:05","date_gmt":"2026-09-08T13:32:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.codemotion.com\/magazine\/?p=36577"},"modified":"2026-09-08T15:32:05","modified_gmt":"2026-09-08T13:32:05","slug":"joshua-e-ora-open-source-gli-arsenali-sono-cambiati-dal-1983-lesito-no","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.codemotion.com\/magazine\/it\/dev-life-it\/joshua-e-ora-open-source-gli-arsenali-sono-cambiati-dal-1983-lesito-no\/","title":{"rendered":"JOSHUA \u00e8 ora open source. Gli arsenali sono cambiati dal 1983. L\u2019esito no."},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cosa hanno in comune un supercomputer del 1983, un adolescente con un modem, l\u2019intelligenza artificiale generativa e un progetto open source rilasciato oggi con licenza AGPLv3?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La risposta \u00e8 JOSHUA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non si tratta di un nuovo framework JavaScript, n\u00e9 dell\u2019ennesima libreria per addestrare reti neurali.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 il nome con cui conosciamo il WOPR di WarGames, il supercomputer militare che quarantatr\u00e9 anni fa ha insegnato a un\u2019intera generazione di hacker una lezione piuttosto semplice: in una guerra termonucleare globale non ci sono vincitori.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Oggi, mentre discutiamo concretamente di intelligenza artificiale nei sistemi d\u2019arma, ho deciso di riportare JOSHUA in vita e renderlo open source.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non soltanto come tributo a uno dei film che hanno formato l\u2019immaginario informatico della mia generazione: ma come reminder eseguibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Negli ultimi mesi gli scenari apocalittici sull\u2019intelligenza artificiale si sono susseguiti a ritmo sempre pi\u00f9 serrato, ormai anche sulla stampa generalista.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Siamo passati dall\u2019AI che porter\u00e0 via il lavoro a tutti, all\u2019AI americana come emanazione dello spirito imperialista statunitense, fino all\u2019AI cinese economica e open source come grimaldello di un qualche piano di conquista tecnologica di Pechino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E ciclicamente torna in auge anche il rischio Skynet. Chi non \u00e8 abbastanza nerd da riconoscere il nome pu\u00f2 rimediare con una rapida ricerca e relativo studio della materia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per evitare equivoci: non sono un neo-luddista. Al contrario, sono un grande utilizzatore dell\u2019intelligenza artificiale, ne sperimento quotidianamente i benefici e penso che sia una delle tecnologie pi\u00f9 importanti che abbiamo avuto a disposizione negli ultimi decenni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E non parlo soltanto di chatbot che ci fanno risparmiare qualche ora di lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/alphafold.ebi.ac.uk\/\">AlphaFold<\/a> ha decodificato il ripiegamento delle proteine, un mistero biologico lungo mezzo secolo, valendo ai suoi creatori il Nobel. Ma l&#8217;impatto non \u00e8 solo teorico: proprio questo agosto l&#8217;AI ha permesso di <a href=\"https:\/\/www.mondosanita.it\/news\/sanita\/108772\/melanoma-il-vaccino-personalizzato-a-mrna-supera-la-fase-iii-una-svolta-che-puo-cambiare-loncologia.html\">creare un vaccino a mRNA su misura<\/a> contro il tumore alla pelle (melanoma) che, nei trial clinici, sta concretamente prevenendo la ricomparsa del melanoma e delle metastasi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma la potenza di calcolo della AI \u00e8 agnostica. AlphaFold e il vaccino Moderna mostrano cosa accade quando la macchina affronta il problema giusto. JOSHUA \u00e8 il reminder di cosa accade quando le affidiamo quello sbagliato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Nel frattempo, nel mondo fisico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mentre discutiamo dei futuri possibili dell\u2019intelligenza artificiale, nel mondo fisico le guerre continuano, altre se ne aggiungono e quelle esistenti diventano sempre pi\u00f9 grandi e complesse.E l\u2019AI sta entrando nei sistemi militari, nell\u2019analisi dell\u2019intelligence, nella pianificazione delle operazioni, nell\u2019individuazione dei bersagli e nei sistemi autonomi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel 2026 la questione \u00e8 diventata persino oggetto di uno scontro pubblico tra Anthropic e il Pentagono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anthropic si \u00e8 rifiutata di rimuovere alcuni limiti all\u2019impiego di Claude in ambito militare, in particolare per la sorveglianza domestica di massa e per le armi completamente autonome. Il Pentagono per ripicca ha reagito classificando l\u2019azienda come rischio per la propria supply chain. Alla fine di agosto un giudice federale ha bloccato quella designazione, considerandola illegittima.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La cosa interessante \u00e8 che non stiamo pi\u00f9 discutendo di uno scenario da romanzo di fantascienza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Stiamo discutendo, oggi, di quali decisioni un sistema di intelligenza artificiale possa prendere all\u2019interno di una struttura militare e di dove debba rimanere obbligatoriamente un essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E qui entra in gioco anche la psicologia. Nell\u2019interazione uomo-macchina \u00e8 ben documentato un fenomeno chiamato automation bias: quando un sistema automatizzato propone una soluzione, tendiamo ad attribuirle pi\u00f9 affidabilit\u00e0 di quanto dovremmo e rischiamo di smettere progressivamente di valutarla come una semplice raccomandazione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei sistemi d\u2019arma si presenta inoltre una &#8220;diffusione della responsabilit\u00e0&#8221;. La promessa vorrebbe essere rendere la guerra pi\u00f9 \u201cchirurgica\u201d. Il rischio \u00e8 che l\u2019intelligenza artificiale finisca invece per fornire un alibi matematico a decisioni atroci. Se un sistema ha gi\u00e0 identificato il bersaglio, calcolato una probabilit\u00e0 e suggerito l\u2019azione, la decisione pu\u00f2 apparire come qualcosa che la macchina ha gi\u00e0 preso e che all\u2019essere umano resta soltanto da confermare.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 qui che la delega cognitiva pu\u00f2 diventare anche delega morale. Il militare che preme il bottone su indicazione dell&#8217;AI non si sente pi\u00f9 un assassino, ma un semplice operatore di sistema che valida un output statistico (che poi \u00e8 anche il Disimpegno Morale teorizzato da Albert Bandura).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Essere \u201chuman in the loop\u201d, a quel punto, rischia di diventare una formula rassicurante. L\u2019essere umano \u00e8 ancora l\u00ec. Ma pu\u00f2 essere rimasto soltanto per premere Enter.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E questo mi ha fatto tornare in mente un rischio dell\u2019AI del quale discutiamo da almeno quarant\u2019anni e che, paradossalmente, sembra oggi molto meno fantascientifico di allora:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">che cosa succede quando affidiamo a una macchina una parte sempre maggiore delle decisioni che possono portare all\u2019uso delle armi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>28 ottobre 2026<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il 28 ottobre 2026 ricorre il quarantatreesimo anniversario dell\u2019uscita italiana di un film costruito proprio intorno a questa domanda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Era il 1983: il film era WarGames.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">David Lightman \u00e8 un adolescente appassionato di computer che, cercando i server di un\u2019azienda di videogiochi, con il suo modem si collega accidentalmente a <strong>WOPR<\/strong>, il supercomputer del NORAD.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trova un elenco di giochi e decide di provare quello con il nome pi\u00f9 invitante possibile per un sedicenne davanti a un terminale: GLOBAL THERMONUCLEAR WAR.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quello che segue porta il mondo a pochi minuti da una guerra nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Raccontata cos\u00ec, WarGames potrebbe sembrare semplicemente una versione del 1983 della storia che oggi chiameremmo \u201cAI fuori controllo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sarebbe una lettura troppo semplice.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 JOSHUA, l\u2019intelligenza artificiale cos\u00ec soprannominata dal suo creatore, non impazzisce, non sviluppa una volont\u00e0 propria, non si ribella ai suoi creatori e non decide improvvisamente che l\u2019umanit\u00e0 debba essere eliminata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fa sostanzialmente ci\u00f2 per cui \u00e8 stato progettato: analizza scenari, studia azioni e contromosse, simula strategie e cerca una soluzione ottimale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il problema nasce prima: ed \u00e8 raccontato nei primissimi minuti del film.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Durante un\u2019esercitazione, alcuni militari incaricati del lancio dei missili nucleari, convinti che il segnale ricevuto non sia reale, esitano o si rifiutano di eseguire il lancio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La conclusione dei responsabili del sistema \u00e8 che il problema sia il fattore umano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La soluzione? Eliminarlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il controllo operativo viene quindi affidato a WOPR, un computer progettato per eseguire continuamente simulazioni di guerra e imparare dai risultati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 questo, forse, l\u2019aspetto di WarGames che \u00e8 invecchiato meglio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il sistema automatico viene considerato preferibile proprio perch\u00e9 un essere umano, davanti a una decisione irreversibile, potrebbe fermarsi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe chiedere conferma.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe disobbedire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potrebbe esercitare un giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il pericolo, quindi, non \u00e8 necessariamente una macchina che smette di obbedire agli esseri umani: pu\u00f2 essere una macchina che obbedisce perfettamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quarantatr\u00e9 anni dopo, mentre discutiamo concretamente dei limiti da imporre all\u2019utilizzo dell\u2019intelligenza artificiale nei sistemi d\u2019arma autonomi, questa distinzione mi sembra tutt\u2019altro che archeologia cinematografica. Abbiamo letto di errori e vittime innocenti in bombardamenti nei quali i target erano stati individuati probabilisticamente dall\u2019AI (vedi sistema Israeliano Lavander o Americano Palantir), <a href=\"https:\/\/digitalrightswatch.org.au\/2026\/06\/15\/military-grade-ai-the-future-of-civilian-surveillance\/\">con soglie di affidabilit\u00e0 molto basse<\/a> o con una <a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/news\/2026\/mar\/26\/ai-got-the-blame-for-the-iran-school-bombing-the-truth-is-far-more-worrying?utm_source=chatgpt.com\">supervisione umana finale insufficiente rispetto a quella prevista<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 poi un secondo elemento: JOSHUA affronta la guerra termonucleare globale come affronta qualsiasi altro gioco: cerca la strategia migliore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 perfettamente razionale che lo faccia: \u00e8 stato costruito proprio per questo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo alla fine comprende qualcosa che gli esseri umani avrebbero dovuto sapere prima ancora di accenderlo: esistono problemi nei quali cercare la mossa ottimale \u00e8 gi\u00e0 un errore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 nessuna delle strategie disponibili produce un vincitore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il limite non sta quindi soltanto nella capacit\u00e0 della macchina di scegliere bene\u2026 sta nella decisione umana, precedente, di trasformare un certo problema in qualcosa che una macchina debba ottimizzare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A volte la vera intelligenza consiste nel riconoscere che non bisogna proprio giocare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da uno ZX80 a JOSHUA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per me, per\u00f2, WarGames non \u00e8 soltanto un film interessante da riguardare: \u00e8&nbsp; stato uno dei film che hanno fatto sognare me e migliaia di altri hacker.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/pippo.com\/hackers\/\">Hacker nel significato originale del termine<\/a>: persone spinte dalla curiosit\u00e0, dal desiderio di capire come funzionano i sistemi e, possibilmente, di convincerli a fare qualcosa che i loro progettisti non avevano previsto. Non necessariamente criminali informatici, una distinzione alla quale tengo abbastanza da averle dedicato una pagina di pippo.com fin dal 1996.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando il film arriv\u00f2 nei cinema italiani, nell\u2019ottobre del 1983, il modem domestico era ancora un oggetto quasi esotico. Internet, almeno nelle nostre vite quotidiane, non esisteva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedere sullo schermo un ragazzo collegare un computer alla rete telefonica attraverso un accoppiatore acustico significava intravedere qualcosa che sembrava provenire direttamente dal futuro.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricordo di essermi promesso che, un giorno, ne avrei avuto uno anch\u2019io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019anno precedente, un professore delle scuole medie particolarmente visionario aveva organizzato a scuola un corso pomeridiano di informatica: fu l\u00ec che entrai per la prima volta in contatto con uno ZX80.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo ZX80 e, un anno dopo, WarGames non mi trasformarono immediatamente in un informatico: la mia passione si sarebbe sviluppata pienamente solo pi\u00f9 avanti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma, guardandoli retrospettivamente, credo siano stati due dei suoi pi\u00f9 potenti driver motivazionali: mi mostrarono che dietro lo schermo non c\u2019era soltanto una macchina da utilizzare\u2026 esisteva un sistema da esplorare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Un Easter egg dentro pippo.com<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nel ricostruire pippo.com nel 2025, uno dei fili conduttori \u00e8 stato il mio interesse per il punto d\u2019incontro tra psicologia e computer. In questo percorso, inserire un omaggio a WarGames \u00e8 diventato quasi inevitabile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Mi sono divertito a ricreare sul mio sito ci\u00f2 che accadeva sullo schermo del film, cercando di rimanere fedele alla sua atmosfera, ai dialoghi e alle sequenze pi\u00f9 riconoscibili e conservando l\u2019aspetto essenziale e r\u00e9tro del terminale di JOSHUA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho collocato il progetto nella struttura di pippo.com, sotto diversi livelli di directory, ma poi ho deciso di trasformarlo anche in un Easter egg richiamabile direttamente dalla shell.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il comando joshua non compare nel manuale, negli elenchi pubblici e neppure nell\u2019autocompletamento: bisogna conoscere il film, intuire che possa esistere oppure scoprirlo digitando comandi a caso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E, giudicando <a href=\"https:\/\/pippo.com\/human-systems\/terminal-curiosity-report\/\">dal mio Terminal Report<\/a>, non avete idea di che cosa provino a digitare le persone su pippo.com.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chi trova il comando vede scomparire il terminale del sito e si ritrova davanti al JOSHUA TERMINAL.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">JOSHUA \u00e8 disponibile sia in inglese sia in italiano. Personalmente consiglio di <a href=\"https:\/\/pippo.com\/human-systems\/interactive-fiction\/joshua\/index.html\">provarlo prima in inglese<\/a>: \u00e8 la versione che restituisce meglio l\u2019esperienza di WarGames, non soltanto per i testi e la terminologia, ma anche per la voce del sistema, che in inglese rimane molto pi\u00f9 vicina all\u2019atmosfera del film. La <a href=\"https:\/\/pippo.com\/it\/human-systems\/interactive-fiction\/joshua\/index.html\">versione italiana \u00e8 disponibile<\/a> per chi preferisce seguire l\u2019intera simulazione nella propria lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non descriver\u00f2 nel dettaglio ci\u00f2 che accade dopo. Parte del divertimento consiste proprio nello scoprirlo. Posso raccontare che il gioco ripercorre la logica narrativa di WarGames e permette di simulare diversi scenari di guerra termonucleare globale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si pu\u00f2 cambiare fazione, scegliere chi attacca per primo e modificare lo scenario. Il sistema calcola ogni volta attacchi, reazioni ed escalation.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cambiano le mosse. Cambiano i bersagli. Cambiano i numeri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una cosa non cambia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non c\u2019\u00e8 un vincitore.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Da Easter egg a reminder eseguibile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">A un certo punto ho pensato che quello che avevo creato per pippo.com potesse diventare qualcosa di diverso da un piccolo omaggio personale a uno dei film simbolo della cultura hacker: poteva diventare un progetto collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un modo molto nerd, certamente, ma perfettamente coerente con la storia che racconta, per rimettere in circolo un messaggio che sembra valere ancora la pena ricordare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 siamo tornati a parlare di guerre, attacchi preventivi ed escalation come se fossero strumenti perfettamente controllabili, sequenze di mosse alle quali sia sempre possibile rispondere con una contromossa altrettanto razionale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ed \u00e8 esattamente il gioco che JOSHUA prova a risolvere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Gli arsenali sono cambiati.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le tecnologie sono cambiate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La capacit\u00e0 di raccogliere informazioni, individuare obiettivi, prendere decisioni e colpire pi\u00f9 velocemente \u00e8 cambiata enormemente\u2026 ora, a quella catena, abbiamo aggiunto anche l\u2019intelligenza artificiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019esito no.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per questo ho deciso di trasformare JOSHUA in un progetto aperto, che possa essere studiato, modificato, migliorato e diffuso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non una replica perfetta del software immaginario di WarGames, non un simulatore militare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E neppure l\u2019ennesimo esercizio nostalgico sugli anni Ottanta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea \u00e8 usare del software funzionante come artefatto culturale per ricordare una cosa molto semplice: esistono sistemi nei quali aumentare la capacit\u00e0 della macchina di trovare la mossa migliore non risolve il problema.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 il problema \u00e8 il gioco stesso.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Perch\u00e9 open source<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avrei potuto scegliere la GPLv2, perfettamente coerente con l\u2019atmosfera nostalgica del progetto, ma JOSHUA \u00e8 prima di tutto un\u2019applicazione web e la GPL tradizionale non obbliga chi esegue una versione modificata e fatta girare su un server a rendere disponibile il relativo sorgente agli utenti del servizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ho quindi scelto la GNU Affero General Public License v3.0 (AGPL-3.0-only), pensata proprio per estendere il principio del copyleft al software utilizzato attraverso la rete.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Chiunque potr\u00e0 pubblicare JOSHUA sul proprio sito, trasformarlo in un\u2019applicazione o utilizzarlo anche in un progetto commerciale, rispettando naturalmente le condizioni della licenza.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sar\u00e0 possibile mantenere un fork indipendente, anche se mi auguro che molti miglioramenti tornino al repository principale sotto forma di pull request.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La licenza riguarda il codice e i contenuti originali del progetto. WarGames e i relativi elementi appartengono ai rispettivi titolari dei diritti. JOSHUA rimane un omaggio indipendente e non ufficiale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 anche un paradosso che mi piace in questa scelta: JOSHUA racconta una storia nella quale gli esseri umani affidano progressivamente a un sistema automatico decisioni sempre pi\u00f9 difficili da osservare, discutere e interrompere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Io sto provando a far circolare quella storia facendo quasi l\u2019opposto: il codice \u00e8 aperto. Chiunque pu\u00f2 vedere come funziona, contestarne le assunzioni, modificare i dati, correggere un errore, proporre un\u2019alternativa, costruirne una versione diversa e rimetterla in circolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 una specie di cortocircuito intenzionale: usare la forza trasparente, verificabile e centrifuga dell\u2019open source per mettere in discussione la delega di decisioni irreversibili a sistemi opachi che non si possono vedere, interrogare o correggere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Aprire JOSHUA, quindi, non serve soltanto a migliorare il software. Serve a rendere il messaggio stesso modificabile, verificabile e distribuibile. Forse \u00e8 proprio questa la forma pi\u00f9 coerente che poteva assumere un reminder del genere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>La sfida alla community<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il primo prototipo di JOSHUA \u00e8 nato in buona parte attraverso vibe coding: io non avevo alcuna esperienza precedente nello sviluppo di videogiochi e, almeno all\u2019inizio, l\u2019obiettivo era soprattutto trasformare un\u2019idea abbastanza precisa dell\u2019esperienza che volevo ricreare in qualcosa che funzionasse.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quando ho deciso di pubblicarlo su GitHub, per\u00f2, ho cambiato metodo. Prima di modificare il codice ho usato OpenCode da CLI come auditor, non come programmatore: accesso in sola lettura, divieto esplicito di modificare qualsiasi file e una richiesta strutturata di ricostruire l\u2019architettura del progetto prima ancora di suggerire cosa cambiare. Il primo prompt era pi\u00f9 simile a una checklist di audit che al classico \u201cmigliorami questo codice\u201d\u2026 ve lo sintetizzo in una forma leggibile:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questa \u00e8 un\u2019attivit\u00e0 di puro audit: hai accesso in sola lettura e non sei autorizzato a modificare alcun file. Analizza il repository di JOSHUA nel suo stato attuale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ricostruisci l\u2019architettura di runtime dal codice. Identifica gli entry point, la relazione tra launcher inglese, launcher italiano e gioco condiviso, JavaScript e ordine di caricamento, moduli e script globali, stato mutabile condiviso, risorse, dati, contenuti localizzati, dipendenze remote e assunzioni relative al deployment. A seguire identifica bug o comportamenti potenzialmente errati, problemi architetturali e di manutenibilit\u00e0, codice duplicato o inutilizzato e lacune nella copertura dei test. Classifica i finding per priorit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Solo dopo sono iniziate le \u201cpulizie di casa\u201d: bug fixing, refactoring, separazione in moduli e verifiche di regressione.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte importante del lavoro \u00e8 stata automatizzare anche i controlli. Ho introdotto test automatici, compresi test end-to-end con Playwright, per verificare direttamente nel browser sequenze e comportamenti che altrimenti avrei dovuto ripetere manualmente dopo ogni modifica. \u00c8 uno degli aspetti dell\u2019AI-assisted development che trovo pi\u00f9 utili: non soltanto accelerare la scrittura del codice, ma scaricare l\u2019umano dalle verifiche pi\u00f9 meccaniche e ripetitive, lasciandogli quelle in cui serve davvero giudizio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quella fase di lavoro era ormai qualcosa di diverso dal vibe coding con cui il prototipo era nato. Il mio amico Matteo Baccan la definirebbe pi\u00f9 correttamente <a href=\"https:\/\/www.codemotion.com\/magazine\/it\/intelligenza-artificiale\/i-prompt-hanno-rotto-viva-le-specifiche\/\">Spec-Driven Development<\/a>: non chiedere genericamente all\u2019AI di \u201cmigliorare il codice\u201d, ma darle di volta in volta obiettivi, vincoli, cose da non modificare e criteri con cui verificare il risultato.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma proprio qui inizia la parte interessante: nella community di Codemotion ci sono game developer, designer, sviluppatori e persone con competenze che io non ho, capaci di vedere possibilit\u00e0 e limiti che io non ho visto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">C\u2019\u00e8 ancora molto che potrebbe essere migliorato: l\u2019interfaccia, la giocabilit\u00e0, il comportamento sui dispositivi mobili, l\u2019accessibilit\u00e0, la compatibilit\u00e0 con browser e schermi differenti. I contributi potrebbero riguardare anche i contenuti della simulazione: dati aggregati e verificabili sugli arsenali, popolazioni aggiornate, stime pi\u00f9 attendibili delle vittime immediate e delle conseguenze umanitarie nel medio periodo, oltre a modelli pi\u00f9 trasparenti per rendere comprensibile la scala delle conseguenze.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una parte del lavoro \u00e8 arrivata gi\u00e0 dalla community. Arnaldo mi ha aiutato a recuperare gli scenari mostrati in WarGames andando a scavare nelle <a href=\"https:\/\/www.reddit.com\/r\/movies\/comments\/24ujzq\/for_fans_of_the_movie_wargames_a_list_of_all_the\/?solution=6a1a7abb6448738e6a1a7abb6448738e&amp;js_challenge=1&amp;jsc_token=7afd7253fec22262ff1c52b1703fe9ecb7302675e181126d565aac11d2116238&amp;jsc_orig_r=\">community Reddit di cultori del film<\/a>, dove \u2013 quasi mezzo secolo dopo &#8211; c\u2019\u00e8 ancora chi ricostruisce dialoghi, schermate e dettagli del WOPR con una precisione quasi filologica. \u00c8 anche da quel materiale che ho potuto derivare parte degli scenari utilizzati da JOSHUA.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fateci anche hacking semantico. Siete data scientist? Collegate JOSHUA a fonti pubbliche che raccolgono dati su conflitti, escalation geopolitica, arsenali o popolazioni e usatele per modificare in tempo reale il contesto della simulazione. Non per costruire un simulatore militare pi\u00f9 realistico, ma per fare esattamente il contrario: ricordare che quello che compare sullo schermo non appartiene soltanto al 1983. Immaginate un indicatore di rischio costruito su dati reali, oppure scenari che cambiano al cambiare della situazione geopolitica. Non deve dirci come combattere meglio una guerra. Deve rendere pi\u00f9 difficile dimenticare quanto quella guerra sia ancora possibile.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Proprio qui, per\u00f2, voglio mettere un confine preciso: a me non interessa che JOSHUA diventi un simulatore militare\u2026 non credo ci sia bisogno di coordinate di basi reali, procedure operative o strumenti per ottimizzare la scelta degli obiettivi: lo scopo non \u00e8 imparare a combattere meglio una guerra nucleare\u2026 \u00c8 rendere evidente perch\u00e9 non possa essere vinta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il gioco \u00e8 disponibile su pippo.com &#8211; <a href=\"https:\/\/pippo.com\/human-systems\/interactive-fiction\/joshua\/index.html\">https:\/\/pippo.com\/human-systems\/interactive-fiction\/joshua\/index.html<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il codice \u00e8 disponibile su GitHub &#8211; <a href=\"https:\/\/github.com\/pippocom\/JOSHUA\">https:\/\/github.com\/pippocom\/JOSHUA<\/a><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Da qui in poi, per\u00f2, JOSHUA non deve necessariamente restare quello che ho costruito io.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019idea dell\u2019open source, almeno in questo caso, non \u00e8 soltanto avere pi\u00f9 occhi sul codice o qualche pull request in pi\u00f9. Mi piacerebbe vedere cosa succede quando molte persone prendono lo stesso piccolo artefatto, lo modificano secondo le proprie competenze e sensibilit\u00e0 e ne costruiscono versioni differenti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una versione migliore di JOSHUA, insomma, non deve necessariamente essere una sola versione migliore: potrebbero essercene cento.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Una pi\u00f9 accessibile, una graficamente pi\u00f9 riuscita, una con dati pi\u00f9 aggiornati o tradotta in un\u2019altra lingua; magari una pensata per essere usata a scuola, oppure una capace di raccontare lo stesso messaggio in un modo che oggi non mi \u00e8 ancora venuto in mente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Purch\u00e9 una cosa non cambi: l\u2019esito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E proprio qui entra la seconda parte dell\u2019idea.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Il 28 ottobre accendiamo JOSHUA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sarebbe divertente vedere se il 28 ottobre, nel quarantatreesimo anniversario dell\u2019uscita italiana di WarGames, tutte queste versioni riuscissero per un giorno a comparire insieme.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">JOSHUA ospitato o rilanciato contemporaneamente da decine, magari centinaia, di siti.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E sui social, gli screenshot delle diverse versioni accompagnati dallo stesso memento:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019UNICO MODO PER VINCERE \u00c8 NON GIOCARE.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non necessariamente cento copie identiche.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzi, sarebbe molto pi\u00f9 interessante il contrario: cento JOSHUA diversi, nati dallo stesso codice e dallo stesso messaggio: una sorta di flash mob digitale distribuito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Lo dico naturalmente senza alcuna pretesa di \u201cmovimentare le masse\u201d, attivit\u00e0 per la quale non ho n\u00e9 curriculum n\u00e9 particolari aspirazioni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma sospetto che la community di Codemotion, se volesse, potrebbe divertirsi parecchio a movimentare qualche server in sincrono.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il tempo c\u2019\u00e8: da qui al 28 ottobre potete modificare JOSHUA, migliorarlo, installarlo, farlo conoscere, coinvolgere altre persone.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Poi, quel giorno, accenderlo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non per promuovere un prodotto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non per far diventare famoso un repository GitHub.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma per far comparire contemporaneamente, in tanti piccoli angoli della rete, lo stesso memento che WarGames ci lasciava nel 1983.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9 se JOSHUA resta confinato tra appassionati di retrocomputing, hacker e <a href=\"https:\/\/docmanhattan.blogspot.com\/2013\/04\/20-cose-che-forse-non-sapevate-su-wargames-giochi-di-guerra.html\">nostalgici del film<\/a>, rischiamo di raccontarcela tra persone che quella lezione la conoscono gi\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il senso del progetto \u00e8 esattamente l\u2019opposto.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Far uscire quel messaggio dalla cerchia che lo ricorda.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Quindi migliorate JOSHUA.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Forkatelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Trasformatelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Installatelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fatelo girare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">E il 28 ottobre accendetelo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Se qualcuno riuscir\u00e0 nel frattempo a costruire una strategia capace di produrre un vero vincitore, probabilmente non avr\u00e0 scoperto la soluzione alla guerra nucleare.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Avr\u00e0 trovato un bug.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Perch\u00e9, qualche volta, l\u2019unico modo per vincere \u00e8 non giocare.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa hanno in comune un supercomputer del 1983, un adolescente con un modem, l\u2019intelligenza artificiale generativa e un progetto open source rilasciato oggi con licenza AGPLv3? 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