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Arnaldo MorenaFebbraio 17, 2026 6 min di lettura

Attenti all’AI di Marzo o del perchè dovete venire al codemotion Roma (prima parte)

Eventi
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Se c’è un posto dove il battito cardiaco della tecnologia italiana ed europea si fa sentire più forte, quello è il Codemotion Roma. Siamo nel 2026, un anno che non è più “futuro prossimo” ma un presente elettrizzante e complesso. L’hype sterile sull’Intelligenza Artificiale si è posato, lasciando spazio a qualcosa di molto più interessante: la realtà della produzione.

Andare a Codemotion quest’anno non significa solo collezionare gadget o ascoltare buzzword; significa guardare in faccia le sfide che stanno ridefinendo il nostro mestiere. Non si parla più di “se” useremo l’AI, ma di “come” la governeremo, come la renderemo sicura e come eviteremo che ci sovrasti.

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I primi speaker di Codemotion Roma 2026: L’AI esce dal laboratorio

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I cinque speaker che abbiamo selezionato per questa guida incarnano perfettamente questo spirito. Ognuno di loro porta un pezzo del puzzle del 2026: dalla ridefinizione del ruolo umano, all’automazione estrema, fino alla sovranità dei dati e all’open source. Ecco perché non potete perdervi questi talk e cosa potete aspettarvi di imparare.

1. Il nuovo collo di bottiglia: L’umano nel loop

Speaker: Matteo Collina (Co-Founder & CTO Platformatic)

Iniziamo con una doccia fredda di realtà, che però nasconde un’opportunità incredibile. Matteo Collina, una delle voci più autorevoli dell’ecosistema Node.js e Fastify, porta sul palco un keynote che promette di cambiare il modo in cui pensate alla vostra giornata lavorativa.

Il titolo è evocativo: “The Human in the Loop: Why Review is the New Bottleneck”. Collina ci porta direttamente nel suo workflow del 2026. La narrazione è chiara: quando arriva un bug, una vulnerabilità o una nuova feature, il primo istinto non è più aprire l’IDE e digitare, ma “lanciarlo all’AI”. E l’AI funziona, implementa il codice in modo eccellente.

Ma qui arriva il dualismo. Se l’AI scrive il codice, chi garantisce che sia corretto? Matteo confessa: “Revisiono ogni singola modifica. Ogni modifica al comportamento. Ogni riga che viene spedita”.

Cosa aspettarsi da questo talk? Collina smonterà il mito che l’AI ci rende pigri. Al contrario, sosterrà che la nostra capacità di rilasciare software non è più limitata dalla velocità di scrittura, ma dalla nostra abilità di revisione. Spiegherà perché la skill critica del 2026 non è il “prompt engineering”, ma il giudizio umano.

È un appuntamento imperdibile per chiunque tema di essere diventato obsoleto: vi dimostrerà che il ruolo del developer si sta evolvendo in quello di un architetto e giudice di sistemi complessi, dove la responsabilità umana rimane il fulcro centrale, non un ostacolo. Aspettatevi di uscire dalla sala con una nuova consapevolezza sul significato di “accountability” nel software che non scriviamo più riga per riga.

2. L’Automazione che ci libera: AI nel ciclo di rilascio

Speaker: Teresa Wu (VP Engineer @ J.P. Morgan, GDE Flutter/Dart)

Se Matteo Collina ci parla di filosofia del codice, Teresa Wu ci porta nel cuore pulsante dell’operatività: la pipeline CI/CD. Quante volte il processo di rilascio è stato fonte di stress, checklist manuali infinite e paura del deploy del venerdì?

Nel suo talk “Use AI to accelerate the app release process”, Teresa ci mostrerà come trasformare la pipeline di rilascio da un compito amministrativo noioso a un flusso di pura innovazione. La promessa è allettante: automatizzare gli aspetti chiave del rilascio per permettere ai team di concentrarsi sullo sviluppo delle feature.

Avete mai visto Teresa in azione? Non si limita alla teoria. Aspettatevi dimostrazioni pratiche su come utilizzare gli LLM (Large Language Models) per generare automaticamente release notes complete e user-friendly. Ma l’aspetto più futuristico riguarda l’analisi proattiva: ci farà  vedere come l’AI possa analizzare i log della pipeline CI/CD per identificare potenziali problemi prima che causino fallimenti nel deployment.

Questo talk è essenziale per DevOps e Tech Lead che vogliono capire come l’AI possa integrarsi negli strumenti che usiamo ogni giorno, rendendo i rilasci non solo più veloci, ma più sicuri e meno stressanti. L’obiettivo è chiaro: eliminare le frizioni per tornare a fare ciò che amiamo, creare software.

3. Trust e crittografia: Quando l’AI incontra la Blockchain

Speaker: Patrizio Germani (Web3 & DLT Software Engineer @ Almaviva)

Mentre l’AI diventa onnipresente, sorge un problema enorme: la privacy dei dati sensibili. Come possiamo fidarci di un modello AI che opera su dati medici o finanziari senza esporli? Qui entra in gioco Patrizio Germani, con un talk che unisce due dei mondi tecnologici più complessi: AI e Blockchain.

Il suo intervento, “Verifiable ML Inference via Zero-Knowledge Proofs”, affronta un tema cruciale per il 2026. In un contesto dove l’integrità e la riservatezza sono mandatorie, Patrizio propone un approccio basato sulle Zero-Knowledge Proofs (ZKP).

Le ZKP permettono di dimostrare matematicamente che un’inferenza è stata eseguita correttamente su un modello specifico e su un dataset specifico, senza rivelare il contenuto dei dati stessi. Se non avete capito è il caso che veniate: ci mostrerà casi d’uso concreti e demo, spiegando come queste tecniche permettano di preservare la privacy “end-to-end”. Se lavorate in settori regolamentati, fintech o healthcare, o se siete semplicemente affascinati dalla crittografia applicata, questo è il talk che vi aprirà la mente su come rendere l’AI “verificabile” e sicura, superando il concetto di “black box”.

4. Il tuo agente personale: OpenClaw e la Sicurezza Fai-da-Te

Speaker: Alfredo Morresi (Developer Relations @ Google)

Spostiamoci dal mondo enterprise a quello maker e un pò più ‘personale’ con Alfredo Morresi. Nel 2026, l’assistente personale non è più solo una chat in un browser; è un agente proattivo che vive con noi 24/7. Morresi ci presenta OpenClaw, un progetto che ridefinisce il concetto di assistente personale.

Ridefinire il concetto di assistente personale, con un occhio alla sicurezza” esplora un cambio di paradigma: spostare l’uso degli LLM e delle skill (come il protocollo MCP) da una semplice applicazione desktop a un’entità sempre disponibile, magari ospitata su hardware accessibile come un Raspberry Pi.

Cosa aspettarsi? Alfredo toccherà un tasto dolente: “da grandi poteri derivano grandi responsabilità”. Avere un agente AI che ha accesso ai nostri dati personali, alle nostre email e ai nostri tool di produttività è fantastico, ma è un incubo di sicurezza se non gestito correttamente. Il talk sarà una guida pratica su come “blindare” un’installazione di OpenClaw. Si parlerà di hardware, configurazioni privacy-first e di come costruire un assistente che massimizza la produttività personale senza vendere l’anima (o i dati) a terzi. È il talk perfetto per chi vuole riprendere il controllo della propria vita digitale con un approccio hacker e consapevole.

5. Sopravvivere ai giganti: La lezione del gatto

Speaker: Piero Savastano (Founder & CEO Cheshire Cat AI)

Chiudiamo questa rassegna con una storia di resistenza, visione e successo italiano. Piero Savastano porta sul palco l’esperienza del Cheshire Cat AI, un framework open source per assistenti AI nato in Italia e diventato un punto di riferimento internazionale.

Il suo talk, “Lessons learned maintaining an international open source AI project”, è un must per chiunque creda nell’open source. Savastano racconterà cosa significa mantenere un progetto in un verticale che si muove alla velocità della luce come l’AI, dove giganti come OpenAI, Google e Anthropic dettano le regole.

Per capire la portata delle “Protocol Wars” chi meglio di lui potrà ricordare quello che è successo nel  2025, anno che ha visto lo scontro tra protocolli come l’MCP (Model Context Protocol) di Anthropic e l’A2A (Agent2Agent) di Google. Mentre i big tech cercano di imporre i loro standard per far parlare gli agenti tra loro, progetti come Cheshire Cat devono navigare queste acque turbolente offrendo stabilità e indipendenza.

Piero condividerà lezioni di vita vissuta su come bilanciare la complessità tecnica con una “Developer Experience” piacevole (o come dice lui: “Easy, Fun & Open”). Parlerà di come evitare il vendor lock-in, permettendo agli sviluppatori di usare qualsiasi LLM (da GPT a Llama locali) senza riscrivere tutto. È un talk che parla di sostenibilità dell’open source e di etica: costruire un’AI che sia open nel senso di accessibile e trasparente, in contrapposizione alla centralizzazione dei big player. Se volete capire come sopravvivere e prosperare come sviluppatori indipendenti nell’era dei giganti AI, questo talk vi fornirà scudo e spada.

Il 31 Marzo quindi ne vedremo delle belle a livello tecnico ma poi sappiamo che Codemotion Roma 2026 non è solo una conferenza; è un manifesto di come la comunità di sviluppatori sta reagendo all’onda d’urto dell’AI. Dai keynote di Matteo Collina sulla responsabilità umana, passando per l’ingegneria pratica di Teresa Wu e la crittografia di Patrizio Germani, fino all’indipendenza e sicurezza promosse da Alfredo Morresi e Piero Savastano, il filo conduttore è uno solo: il binomio programmatore – agenti.

Non siamo passeggeri passivi di questa rivoluzione. Siamo i piloti, i meccanici e i controllori di volo. Questi talk ci daranno gli strumenti per assicurarci che il codice del futuro, per quanto generato da macchine, rimanga profondamente, sicuramente ed eticamente umano.

E non c’è posto migliore per incontrarsi, sia che siate programmatori o agenti, che Codemotion Roma 2026 

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