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Arnaldo MorenaMarzo 3, 2026 5 min di lettura

Codemotion Roma 2026 : i talk di oggi per prepararsi a domani

Eventi
attualità
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E’ un pò di tempo che non cito il “cigno nero” il “capolavoro” di Nassim Nicholas Taleb che tutti dicono di aver letto ma che poi sotto sotto ammettono di aver visto solo il film (spoiler: il film è su una ballerina psicopatica, ma qualcuno ci ha visto delle similitudini).

In questi giorni mi torna in mente specialmente quando parla di eventi storici in cui i protagonisti, loro malgrado, continuavano a pensare che sarebbero durati poco o non sarebbero mai avvenuti.
La storia gli ha dato torto, anche se non è stata quella la parte più drammatica.
L’analogia col mondo tech è abbastanza facile, ci sono cose che stanno avvendo a velocità pazzesca e pensare che tutto ciò non influenzerà la nostra vita è un pò puerile.
Per essere resilienti occorre avere affrontare il cambimento con più frecce a disposizione, e Codemotion Roma il 31 Marzo, promette di essere un faretra enorme e inesauribile.
Se volete sapere come era , com’è e come sarà il lavoro dei dev nei prossimi anni vi propongo 5 talk da seguire assolutamente

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Arnaldo Morena

Arnaldo Morena

Eventi

1. Cosa resterà dei dev?

Talk: Cosa resterà dei dev? e delle nostre RAL?

La domanda è diretta ma pienamente in stile Gabriele Santomaggio .

Perchi non lo conoscesse lavora in Broadcom ed è parte del team ufficiale di RabbitMQ, il suo pane quotidiano sono i sistemi distribuiti, la messaggistica e le architetture che reggono carichi mission-critical, non per nulla si allena per l’iron man. Diventa antipatico solo se si parla di cibo.

La sua prospettiva parte dall’interno dell’infrastruttura, per vedere cose che funzionano e non progetti fantastici mai messi a terra.

Un sguardo lucido su come sta cambiando il perimetro della nostra professione dopo gli ultimi sviluppi:

Se l’AI genera codice, qual è il valore che resta? Architettura? Design? Decision making? Comprensione dei sistemi complessi?

È una sessione che probabilmente farà discutere più nei corridoi che in sala.


2. Le crepe dell’Object-Oriented

Talk: Le crepe del paradigma perfetto – Cosa ci ha nascosto l’OOP per 30 anni

Se con Santomaggio vedremo come cambiare, qualcuno deve anche mostrarci cosa prendevamo per oro colato e invece meritava più di un approfondimento. Qui si entra in territorio minato, ma Enzo Lombardi non arriva sul palco per fare polemica gratuita contro l’OOP. Il suo background parla per lui: ex Microsoft, parte del team originale .NET, poi Google su Hangouts e Google Workplace, oggi Cloud Software Architect in Cleafy.

Ha visto nascere e crescere alcune delle piattaforme più usate al mondo.

La sua domanda è semplice: quanta complessità accidentale abbiamo accettato per anni come “buona pratica”?

Gerarchie profonde, stato condiviso, null reference, workaround mascherati da pattern.

Il talk mette in discussione dogmi consolidati e apre uno spazio di riflessione su linguaggi come Rust e su modelli alternativi di gestione della complessità.

Un consiglio : evitatelo se soffrite di pressione alta


3. Open Source abbandonato e sicurezza reale

Talk: Do End of Life Projects Dream of Security Patches?

Dopo questi talk siamo d’accordo che se non si collabora ad almeno un progetto open source abbiamo sbagliato mestiere, ma dobbiamo anche saperlo fare. Marco Ippolito conosce Node.js dall’interno. È Senior Security Engineer in HeroDevs, membro del Technical Steering Committee di Node.js e delegato al TC39, il comitato che standardizza JavaScript.

Non stiamo parlando di uno che osserva la sicurezza da lontano.

Il suo intervento affronta un tema scomodo: cosa succede quando un progetto open source va in End of Life ma continua a vivere in produzione?

Un caso reale legato a una CVE su una versione dismessa di Node.js diventa il punto di partenza per discutere un problema sistemico: l’EOL come vulnerabilità strutturale.

Se lavori su supply chain, dipendenze o ambienti legacy, questo è un talk da segnare.

4. L’AI che gira davvero nel browser

Talk: Look ma, no hands! Multimodal AI-Agents in the browser

Mettiamo una linea su come fare le cose e iniziamo con l’hands-on , come dicono quelli bravi. Anzi un passo superiore da veri amanti del rischio, no-hands: se ancora associate l’AI a chiamate API remote e costi cloud variabili e paurosi, questo talk vi farà ricredere non poco.

Nico Martin lavora come Machine Learning Engineer su WebML in Hugging Face. Non è uno che parla di modelli in astratto: lavora esattamente sull’intersezione tra web e machine learning. È anche Google Developer Expert in AI e Web Technologies, e da anni si muove su quella linea sottile che separa frontend e ML.

La sua sessione esplora cosa significa eseguire modelli multimodali direttamente nel browser, sfruttando WebGPU e WebAssembly. Tradotto: AI che gira lato client, offline, con controllo totale sui dati.

Le architetture future del web spiegate da chi sta tracciando la rotta da anni



5. Accessibilità oltre le checklist

Talk: Conoscere le WCAG non basta: gli errori di accessibilità che solo l’esperienza ti insegna a evitare

Questo talk messo qui potrebbe sembrare un pò una forzatura ma è sempre bene ricordare che al netto della tecnologia il nostro lavoro viene usato dalle persone, e per fare le cose fatte bene è proprio dalle persone che bisogna partire . Antonino Cotroneo lavora sull’accessibilità da quattordici anni. Non è solo un Web Accessibility Expert & Tester: è qualcuno che ha fatto auditing e remediation in contesti enterprise, editoria digitale e luxury retail.

Ha una formazione in Ingegneria, ma anche una sensibilità artistica da compositore e pianista. E questa doppia prospettiva si sente nel suo approccio.

Il suo punto è semplice: le WCAG sono il punto di partenza, non il traguardo.

Il talk entra nel merito degli errori ricorrenti che sfuggono anche a team esperti. È un invito a smettere di trattare l’accessibilità come un obbligo normativo e a iniziare a vederla come parte integrante del design tecnico.


Chi frequenta Codemotion lo sa: i talk sono solo metà dell’esperienza.

Il resto succede fuori dalla sala.
Succede quando fai una domanda a Nico Martin su WebGPU e la discussione continua per venti minuti.
Quando parli di sicurezza Node.js con Marco Ippolito e ti rendi conto di quanto sia fragile la tua supply chain.
Quando ti confronti su Rust, OOP o sistemi distribuiti con persone che quei sistemi li costruiscono davvero.

Quando cerchi di mettere in difficoltà Gabriele e niente non c’è verso.

Il vero ROI non è “ho visto cinque talk”.
È tornare a casa con un paio di idee che cambiano il modo in cui scrivi codice il lunedì mattina, perchè tutti quelli che vengono qui hanno solo uno scopo: migliorarsi, sentirsi piloti e non passegeri di quello che succede sotto le loro tastiere.

Non è un evento da mettere in calendario perché “fa curriculum”.È un momento in cui la community si ritrova per capire dove sta andando il nostro mestiere.E, nel bene o nel male, quel futuro lo stiamo scrivendo noi.

Poi se ne può discutere anche davanti a una pizza, “but please visit codemotion…”

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Tagged as:conference object oriented santomaggio

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Passa gran parte dell’infanzia con il suo zx spectrum, coltivando un carattere mite che sfocia in improvvisi scatti di collera quando qualcuno afferma che il commodore sia superiore. Al liceo comincia a preferire gli amici all’amiga e questo gli comporta un tale disorientamento che finisce per iscriversi a economia e commercio. Quando si tratta di partire militare obietta e lo mandano a Viareggio a portare l'ambulanza, qui un losco gruppo di ingegneri pisani lo inizia alla programmazione con un linguaggio misterioso: visto che i toscani aspirano quasi tutte le consonanti, capisce che si tratta di c++ solo quando gli lasciano…
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