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Arnaldo MorenaGiugno 16, 2026 7 min di lettura

Come l’Agentic Commerce cambierà per sempre l’e-commerce

Intelligenza artificiale
agentic AI Commerce
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La scorsa settimana il mio HP con 5 anni di onorato servizio ha deciso che era tempo di lasciarmi, e mentre mi godevo il mio solito zig zag per le strade di Roma, come una Anna Karenina di metallo si è buttato senza preavviso tra le ruote del 492, autobus che tra l’altro passa raramente.

Tornato a casa ho fatto un giro sui vari vendor di portatili, ma dopo appena 5 secondi, complice anche la fase di negazione, ho rinnegato tutti i miei principi ed ho chiesto a chat gpt “tu che cosa compreresti?”
In breve mi ha fatto l’analisi di 30 portatili individuando scontistica,  tempi di consegna e suggerendomi comunque di aspettare 4 mesi per le uscite delle nuove linee che promettono miracoli.
Essendo nato in Liguria sono geneticamente parsimonioso e ogni volta che devo cliccare sul tasto “paga subito” ho un principio di paralisi.

Alchè  ho chiesto alla mia piccola AI se poteva comprarlo direttamente, la risposta alla mia domanda retorica mi ha freddato non poco : “ oggi no ma probabilmente tra 6 mesi potrò…”.
Mi è apparso un piccolo  Fredric Brown che si sganasciava dalle risate, come in un film di Lynch.

“I’m alright, Jack, keep your hands off of my stack”

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Giugno 3, 2026

Ti serve davvero l’ultimo modello AI? O stai aggiornando il tuo ego tecnologico?

Dario Ferrero

Intelligenza artificiale

Per oltre vent’anni il commercio online ha avuto una sola vera domanda: come convincere una persona ad acquistare?

Abbiamo progettato siti web sempre più veloci, applicazioni mobili sempre più intuitive, motori di raccomandazione, sistemi di pagamento in un clic, campagne SEO, pubblicità personalizzate e algoritmi capaci di proporci esattamente ciò che desideravamo e anche quello che non sapevamo di desiderare. Tutto era costruito attorno a un protagonista ben preciso: il cliente umano.

Questo succedeva ieri ma è percepito come un secolo fa, l’arrivo dell’AI ha cambiato tutto e ormai tutti i libri sul seo possono essere usati come sottobicchieri.

L’annuncio della collaborazione tra Visa e OpenAI rappresenta il primo passo concreto verso una nuova fase dell’economia digitale: l’Agentic Commerce, ovvero un processo in cui non siamo più noi a effettuare materialmente gli acquisti, ma un agente intelligente che opera per nostro conto.

Può sembrare una semplice evoluzione di ChatGPT. In realtà è una rivoluzione paragonabile alla nascita dell’e-commerce stesso.

Da “Everything is a Tap In” a “Me tapino” è un attimo

Visa sta lavorando per integrare la propria infrastruttura di pagamento all’interno degli agenti AI di OpenAI. Questo significa che un assistente intelligente non si limiterà più a suggerire quale televisore acquistare o quale volo prenotare, ma potrà arrivare fino all’ultimo passaggio della catena: il pagamento.

Immaginiamo di chiedere:

“Organizza un weekend a Barcellona spendendo meno di 700 euro.”

Oggi ChatGPT può aiutarci a confrontare hotel, voli e recensioni, lasciando però a noi il compito di completare la prenotazione, con buona pace dei trivago vari che stanno correndo ai ripari come meglio possono. Ma domani il flusso sarà completamente diverso.

L’agente AI analizzerà le nostre preferenze, confronterà centinaia di offerte in pochi secondi, verificherà la disponibilità, controllerà il budget, utilizzerà una carta autorizzata e completerà automaticamente l’acquisto, prima che vostra moglie possa cambiare idea

Noi dovremo semplicemente approvare l’operazione, oppure, per alcune categorie di spesa, potremmo persino delegare completamente la decisione. Con i rischi annessi.

Commercio elettronico vs commercio degli agenti

Osservando gli ultimi trent’anni si nota un’evoluzione sorprendentemente lineare.

Negli anni Novanta Internet ci ha insegnato a cercare informazioni, bella vetrina globale, la gente comprava da amazon spedendo i soldi infilandoli in un floppy disk, c’è un bellissimo video in cui Bezos lo racconta e ci ride sopra.

Nei primi anni Duemila abbiamo imparato ad acquistare online, le carte di credito diventano di uso comune e grazie alle ricaricabili tutti diventano esperti di ebay .

L’arrivo degli smartphone ha trasformato ogni momento della giornata in un’occasione per comprare qualcosa, ho dei libri sul mio kindle che non regalerei nemmeno al mio peggior nemico.
Successivamente sono arrivati gli algoritmi di raccomandazione, capaci di prevedere cosa ci sarebbe potuto piacere o peggio dirci cosa comprare per assomigliare alle persone che ci piacciono

L’intelligenza artificiale generativa ha aggiunto un ulteriore tassello: la capacità di comprendere il linguaggio naturale e assistervi durante la scelta azzerando di fatto il tempo intercorso tra valutazione e acquisto : “ accidenti sbrigati ne è rimasto solo uno… “

L’Agentic Commerce completa questo percorso.

Non chiediamo più all’intelligenza artificiale di consigliarci un prodotto e affidiamo direttamente l’intero processo decisionale e lo stress da “è la tua ultima occasione” viene trasferito al nostro gemello che non ci pensa per niente.

La differenza è enorme.

Non cambia soltanto l’interfaccia con cui facciamo shopping, cambia il soggetto che prende le decisioni.

L’interfaccia utente diventa invisibile

Per molti sviluppatori questa è probabilmente la conseguenza più interessante.Per anni abbiamo ottimizzato pulsanti, menu, colori, funnel di conversione, animazioni e layout responsive. Ma cosa succede se il nostro cliente non vede mai il sito web? Un agente AI non si lascia convincere da una grafica elegante, non viene influenzato da un pulsante rosso invece che verde e non guarda banner pubblicitari, né tantomeno clicca su popup.

L’agente dialoga direttamente con API, cataloghi, sistemi di pagamento, motori di ricerca e servizi di logistica. L’interfaccia grafica diventa un dettaglio residuale mentre la vera interfaccia diventa il software stesso, se vogliamo il prompt ma presto solo l’interfaccia vocale come Donald Norman teorizzava già dagli anni 90.
Proprio adesso che avevo iniziato ad abbandonare Jquery, nei prossimi anni potremmo iniziare a parlare di AI First API Design.

Le API diventano il nuovo punto vendita

Se gli utenti saranno rappresentati da agenti intelligenti,acquistare vorrà dire navigare tra le API che descrivono prodotti, disponibilità, prezzi, tempi di consegna e modalità di pagamento. Un agente dovrà poter interrogare questi servizi automaticamente,  conoscere le varianti disponibili, capire se un prodotto è realmente in magazzino, negoziare eventuali sconti, completare l’acquisto e monitorare la spedizione.
E perchè no verificare le politiche di reso, richiamare il corriere, restituire il bene e confermare che i soldi siano stati riaccreditati.

Potrete andare al bagno tranquilli, il vostro agente prenderà tutte le novità IKea possibili e immaginabili

Per gli sviluppatori questo significa progettare sistemi molto più interoperabili.

Standard come OAuth, OpenID Connect, webhook, API REST e GraphQL saranno ancora più centrali e, allo stesso tempo continueranno a diffondersi protocolli pensati specificamente per gli agenti AI, come il Model Context Protocol (MCP), che consentirà agli llm di dialogare in modo naturale con servizi esterni.

Non è difficile immaginare un futuro in cui ogni e-commerce esponga un endpoint dedicato agli agenti artificiali, esattamente come oggi espone API per applicazioni mobili.

“Trust me, I’m a robot”

Quindi la domanda è “Come faccio a convincere un agente che il mio prodotto è la scelta migliore?”

Cambia completamente il concetto stesso di visibilità online: le recensioni dovranno essere verificabili, le caratteristiche tecniche strutturate, le disponibilità aggiornate in tempo reale.

La qualità e la compatibilità dei dati diventerà fondamentale e scordatevi le battute sulla seconda pagina di google. Chissà che cambi qualcosa anche per i fornitori della Pubblica Amministrazione e gli open data, si aprirebbero scenari che manco Spielberg.

E io pago!

Chi è responsabile se un agente AI acquista il prodotto sbagliato? Come impedire che un prompt malevolo o un workflow buggato convinca un assistente ad acquistare qualcosa che non dovrebbe?

Come gestire frodi, identità digitali, limiti di spesa e autorizzazioni?Come evitare che un sito fornisca informazioni ingannevoli agli agenti invece che agli esseri umani e comunichi al mondo che spendete centinaia di euro su only fans ?

Stanno emergendo nuovi rischi e la sicurezza diventerà una componente ancora più importante dello sviluppo software. Le piattaforme dovranno introdurre sistemi di autorizzazione granulare, audit trail, osservabilità completa e meccanismi di verifica delle decisioni prese dagli agenti. Non basterà sapere “chi ha effettuato un pagamento”, ma quale agente lo ha richiesto, con quali istruzioni, utilizzando quale modello, quali strumenti e quali autorizzazioni.

La vera competizione non sarà tra chatbot

Oggi l’elefante nella stanza sono le aziende dietro agli llm, Antrophicè troppo potente e Trump ve la buca, Openapi vi aumenta i token , Gemini vi fa lavorare con chi dice lui e come dice lui.

Ma lo scenario è molto più ampio e la competizione reale si sposta sulle infrastrutture. Chi offrirà gli strumenti migliori agli agenti? Chi metterà a disposizione API più affidabili? Chi costruirà ecosistemi interoperabili? Chi saprà instaurare il maggiore rapporto di fiducia tra utenti, commercianti e intelligenze artificiali?

Visa ha capito una cosa fondamentale.

Se in futuro saranno gli agenti a comprare, qualcuno dovrà comunque garantire che il pagamento avvenga in modo sicuro. Ed è proprio lì che si giocherà la partita. Su questo sarà interessante come si muoveranno Amazon e nel suo piccolo Ebay. Bezos negli anni ha fatto diversi tentativi di diventare una banca, ma i risultati sono stati deludenti, chissà che i tempi non siano tornati maturi.

Se Darwin fosse vivo studierebbe i developer

Ogni rivoluzione tecnologica produce nuove competenze: Internet ha creato gli sviluppatori web, gli smartphone hanno creato gli sviluppatori mobile e il cloud ha reso fondamentali DevOps e Site Reliability Engineering. L’ambiente cambia e il developer si evolve per sopravvivere e prosperare.

L’Agentic Commerce richiederà figure capaci di progettare software pensando agli agenti artificiali come nuovi utenti del sistema. Questo significa conoscere gli LLM, comprendere come funzionano gli AI Agent, progettare API robuste, implementare protocolli di autenticazione moderni, gestire osservabilità, sicurezza, orchestrazione e sistemi event-driven. Non servirà soltanto sviluppare applicazioni.

Bisognerà costruire ecosistemi nei quali esseri umani e agenti collaboreranno continuamente.
Per 30 e passa anni abbiamo progettato software pensando alle persone. Nei prossimi vent’anni dovremo imparare a progettare software che dialoghi con altre intelligenze. Forse il prossimo cliente della vostra piattaforma non visiterà mai il vostro sito. Semplicemente confronterà, negozierà, pagherà e passerà al prossimo ordine. Ed è forse proprio questa la lezione più importante dell’annuncio di Visa.

Benvenuti nell’era dell’Agentic Commerce.

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Arnaldo Morena
Passa gran parte dell’infanzia con il suo zx spectrum, coltivando un carattere mite che sfocia in improvvisi scatti di collera quando qualcuno afferma che il commodore sia superiore. Al liceo comincia a preferire gli amici all’amiga e questo gli comporta un tale disorientamento che finisce per iscriversi a economia e commercio. Quando si tratta di partire militare obietta e lo mandano a Viareggio a portare l'ambulanza, qui un losco gruppo di ingegneri pisani lo inizia alla programmazione con un linguaggio misterioso: visto che i toscani aspirano quasi tutte le consonanti, capisce che si tratta di c++ solo quando gli lasciano…
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