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CodemotionMaggio 19, 2026 4 min di lettura

AI generativa e agentica: IBM punta su governance e sovranità digitale

Intelligenza artificiale
copilot non cloud
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Giovanni Todaro, CTO di IBM Italia, traccia la rotta per le aziende che vogliono passare dai progetti pilota a un’adozione strutturata e responsabile dell’AI.

Da un’intervista a Giovanni Todaro — CTO Technology, Italy, IBM

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Intelligenza artificiale

Il momento del cambiamento è adesso. Non si tratta più di sperimentare, ma di costruire qualcosa che duri e cresca. È questa la premessa con cui Giovanni Todaro, CTO Technology Italy di IBM, inquadra la fase attuale dell’intelligenza artificiale in azienda: “La prima parte è quella di spostarsi da un approccio pilot sperimentale a progetti scalabili.”

In questa fase di passaggio IBM accompagna le imprese insieme ai propri partner, con un’attenzione dichiarata ai principi di etica, trasparenza e spiegabilità. In questo contesto si inserisce il confronto con clienti e partner su soluzioni che toccano aree diverse: dall’IT all’ottimizzazione dei workload, dal DevOps alle applicazioni di business.

“Il Client Zero non è uno slogan: abbiamo adottato tutte le soluzioni che portiamo sul mercato all’interno della nostra organizzazione.”

IBM come “cliente zero”

Todaro sottolinea un punto che distingue IBM da molti altri attori del settore: l’azienda ha percorso internamente il cammino che propone ai propri clienti. “IBM è stata la prima ad affrontare questo percorso internamente,” afferma. “Il Client Zero non è uno slogan, ma realmente abbiamo adottato tutte le soluzioni che noi portiamo sul mercato all’interno della nostra organizzazione.” L’AI è entrata nel finance, nelle risorse umane, nel procurement — trasformando quei processi “rendendoli più efficaci ed efficienti.”

Il DevOps cambia volto

Uno dei terreni di trasformazione più evidenti riguarda lo sviluppo software. Secondo Todaro, gli strumenti di AI “sviluppano autonomamente, abbattono totalmente le frontiere del linguaggio e cercano di identificare in modo preciso delle problematiche anche di sviluppo software.” Il cambio di paradigma è profondo: si passa dallo sviluppo manuale a un approccio che integra governance, risk management e compliance. “L’approccio è totalmente diverso” rispetto al DevOps tradizionale.

IBM ha appena annunciato la disponibilità globale di IBM Bob, un partner per lo sviluppo di soluzioni AI-first progettato per le imprese. Bob non si limita ad aiutare gli sviluppatori a scrivere codice più velocemente: copre l’intero ciclo di vita dello sviluppo software (SDLC), dalla pianificazione e sviluppo fino a test, deployment e modernizzazione, includendo i controlli di governance e sicurezza di cui le aziende hanno bisogno.
E anche in questo caso è stato adottato l’approccio “client zero”. Bob è stato annunciato e avviato in IBM nel giugno 2025 con 100 sviluppatori ed è oggi utilizzato da oltre 80.000 dipendenti IBM in tutto il mondo. Gli intervistati hanno dichiarato un aumento medio di produttività del 45% nelle attività di modernizzazione, sicurezza e nuovo sviluppo.
Bob gestisce tutto automaticamente. Utilizza un mix di LLM di frontiera, modelli open source, IBM Granite SLM e modelli specializzati fine-tuned per instradare ogni attività verso il modello più adatto in base ad accuratezza, latenza e costi lungo tutto l’SDLC, da pianificazione e sviluppo fino a test e validazione. Grazie a pricing “pass-through” e visibilità sull’utilizzo, le organizzazioni possono allineare la spesa AI ai risultati reali, anziché alla sperimentazione.

AI agentica e ridisegno dei processi

L’intelligenza artificiale agentica non è solo un miglioramento incrementale: per Todaro “ridistribuisce e ridisegna totalmente i processi all’interno di un’azienda.” Tra i processi più impattati, cita sicurezza, governance e sovranità digitale — intesa in senso ampio, non solo rispetto ai dati, ma come sovranità operativa e tecnologica a tutto tondo.

“La semplice domanda è: dove sta il dato? Ma la sovranità riguarda anche tutta la dimensione operativa e tecnologica.”

Hybrid Cloud e “Sovereign Core”

La risposta di IBM alla complessità della sovranità digitale si chiama Sovereign Core, un approccio architetturale — non solo contrattuale — che si integra nella visione Hybrid Cloud dell’azienda. L’obiettivo è creare “interdipendenza dallo stack tecnologico all’applicazione di business.” Ogni organizzazione, spiega Todaro, deve essere in grado di capire chi gestisce cosa e di bilanciare il tradeoff  “tra innovazione e compliance assoluta.”

Gestire la complessità IT con l’AI

L’IT aziendale raggiunge oggi una complessità crescente. Todaro descrive un’esigenza concreta: ottimizzare workflow implementativi, gestire i carichi tra data center e cloud pubblico o ibrido, tenere sotto controllo le pipeline dei dati e le vulnerabilità infrastrutturali. “Con l’AI si può fare molto meglio e in modo più sicuro,” afferma.

La governance dei modelli: WatsonX

Con la proliferazione di modelli AI — soprattutto in ambienti agentici — emerge una domanda critica: dove risiedono questi modelli e come vengono gestiti? “La governance di quei modelli è un elemento fondamentale nella nostra gestione,” dice Todaro. La risposta IBM si chiama watsonx.governance, una piattaforma pensata per affrontare proprio queste sfide: gestione dell’architettura dei modelli, compliance e monitoraggio continuo delle performance. “Un monitoraggio continuo della performance del modello di AI.”

Conclusione

L’intelligenza artificiale non è più una scommessa sul futuro: è una scelta operativa oggi necessaria. Il messaggio di Giovanni Todaro è chiaro — chi si ferma alla fase sperimentale rischia di restare indietro, mentre chi costruisce con metodo, governando i modelli, proteggendo la sovranità dei dati e abbracciando un’architettura ibrida, trasforma l’AI in un vantaggio concreto e duraturo. IBM, forte di un percorso vissuto prima in casa propria e poi portato sul mercato, si propone come guida in questa transizione. Non con promesse, ma con strumenti, esperienza e una visione che mette insieme innovazione e responsabilità.

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